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GLOSSARIO

Acanto Elemento ornamentale ispirato alla forma dell'omonima pianta erbacea
Acquarello Tecnica pittorica utilizzata per dipingere su carta con colori trasparenti. I pigmenti triturati sono messi in sospensione in acqua gommata.
Agata Pietra dura, varietà del calcedonio, striata in vari colori (grigio, verde, rosso, azzurro). Modellata in un forma di punta lunga e arrotondata, di diverse forme e misure; anticamente era inserita all'estremità di un manico e utilizzata allo scopo di lucidare le superfici dei mobili. In particolare è usata nella tecnica della doratura in fase di brunitura della foglia d'oro.
Alette Prolungamenti apribili nei lati brevi di piani di tavoli di Epoca Carlo X o Beidermeier.
Alzata La parte superiore di un mobile a due corpi, con ripiani a giorno o chiusi da ante, e terminati con una cimasa decorata e lavorata in diverse fogge.
Angoliera o Cantonale Cantoniera Mobile di forma angolare, pensato per occupare un angolo (cantone). Può avere dimensioni e tipologie diverse, a una o più ante, con ripiani a giorno, con sportelli di legno o in vetro, ed essere disposta anche in coppia di due o, più di rado, di quattro. Nel XVIII secolo, le angoliere ebbero grande successo in Francia (encoignures), in linea con il gusto dell'epoca che, arrotondando o mascherando gli angoli, intendeva creare ambienti graziosi e confortevoli.
Anta Sportello di mobili a battenti come credenze o armadi, la cui evoluzione stilistica - dipinta, intarsiata o intagliata - ha seguìto di pari passo le varie epoche. Il termine è inoltre impiegato per indicare le imposte delle finestre, gli stipiti delle porte o gli sportelli dei polittici.
Arte povera Tipo di decorazione di mobili largamente in uso a Venezia nel Settecento ad imitazione della più raffinata e costosa lacca orientale. Le figure, i paesaggi e i vari motivi ornamentali, anziché essere dipinti direttamente su legno, erano ritagliati da stampe e incisioni e applicati alla parte da decorare con una colla forte. Si procedeva quindi alla loro colorazione e alla stesura di diversi strati di una vernice trasparente, la sandracca, che conferiva omogeneità e brillantezza alla superficie, mascherando in tal modo lo spessore della carta.
Asso di coppe Motivo decorativo a profilo curvilineo, panciuto in basso e ristretto nella parte superiore, secondo il quale venivano spesso sagomate nel XVI secolo, soprattutto in Toscana, le assi che sostituivano talvolta le comuni gambe dei tavoli o degli sgabelli. Il medesimo disegno compare di frequente nell'arte figurativa rinascimentale e ancora durante il Seicento.
Avorio L’avorio, comunemente ricavato da zanne di elefanti, per la sua limitata durezza fu lavorato a partire da tempi remoti, i reperti più antichi risalgono a 30.000 anni fa, anche presso culture poco evolute tecnologicamente. La composizione a base di dentina che contraddistingue le zanne elefantine si ripete anche nelle zanne e nei denti di altri animali come l’ippopotamo, il mammuth (avorio fossile: di provenienza siberiana), il cinghiale africano, il tricheco.
Bacellatura Motivo decorativo usato in ebanisteria e applicato al basamento, composto di baccelli (dal latino bàcolum o bastoncello) in altorilievo, inseriti in un intaglio che ricorda la forma di ovulo.
Balaustra Elemento architettonico -decorativo, a forma di colonnina o pilastrino, inserito tra due elementi orizzontali, basamento e trabeazione. Sostegni a balaustro si ritrovano nei tavoli e sedili tardo -rinascimentali. La successione di balaustri è chiamata balaustrata.
Balaustro Sostegno a forma di bassa colonna circolare, più largo alla base, caratteristico nelle gambe dei tavoli, sedie e letti in stile Luigi XIII, dopo l’introduzione della lavorazione al tornio.
Baldacchino Da baldacco, forma toscana per Bagdad, da dove proveniva il baldakinus (fine XI e XIII secolo), drappo assai pregiato, per lo più di seta o di broccato, utilizzato tra l'altro nei cortinaggi che proteggevano i letti signorili. Più propriamente è la sovrastruttura in legno intagliato, fissata al soffitto o nella parte alta della parete, o sorretta da quattro o più montanti, spesso ornata di stoffe e cortinaggi, con funzioni di prestigio ( simbolo della dignità del trono) e come protezione del letto. Gli esemplari più monumentali sono diffusi soprattutto nello stile Impero; un tipo di baldacchino, invece, di dimensioni ridotte, popolare, è diffuso fra il tardo XVII e il tardo XVIII sec. la cui struttura si aggancia a sostegni posti al di sopra della testiera del letto, senza i pilastri montanti da terra.
Bambocci, a Generalmente i mobili a Bambocci sono di produzione genovese del Cinquecento e Seicento, caratterizzati da figure umane scolpite a tuttotondo nel legno, sia con funzione ornamentale che come pomoli o maniglie di cassetti.
Bandella Spranga di ferro battuto appiattita che è fissata (con viti e chiodi) a un’anta per consentire la rotazione; la locuzione corretta è "cardine a bandella". Il termine viene anche usato per indicare, in alcune tipologie di tavoli, la parte ripiegabile del piano, come nei tavoli cinquecenteschi e nei tavoli a cancello.
Basamento In architettura come in ebanisteria, è la parte inferiore, caratterizzata da forti modanature. che costituisce la base su cui si impostano tutti gli elementi verticali.
Boiserie Locuzione francese che indica il rivestimento di un ambiente con pannelli lignei. Nel Rinascimento era la particolarità degli studioli dei vari principi e aristocratici italiani; famoso lo studiolo del duca Federico da Montefeltro a Urbino e di Francesco I de Medici a Firenze. Nella Francia del Settecento, si arricchirono di decorazioni a intaglio, di intarsi in madreperla, di dorature e laccature, di pannelli dipinti o ricoperti di specchi.
Bolo Silicato idrato di ferro. Utilizzato fin dal XIV secolo nelle soluzioni a base di colla di lapin, era applicato su gesso come fondo omogeneo al fine di poter rendere più agevole le operazioni di brunitura delle dorature a foglia d’oro o d’argento. Il colore del bolo influiva sulla trasparenza della doratura e per tale motivo si optava per la stesura di un bolo di colore rosso scuro, o giallo, o marrone, o blu, o nero.
Bombé Termine francese che nei mobili settecenteschi indica la linea convessa della facciata e spesso anche quella dei fianchi. È frequente nei cassettoni e nei cantonali. Il bombé a doppia mossa ha un doppio movimento curvilineo: in senso orizzontale e anche in quello verticale.
Borchia Accessorio in metallo, legno o altro materiale, in forma circolare e convessa, liscia o decorata usata per coprire chiodi o ornare tappezzerie.
Boulle Andrè-Charles Il suo nome è legato all'omonima tecnica d'intarsio, da lui inventata, che rinnovò il mobile seicentesco e lo arricchì di modi tipicamente barocchi. Ebanista di Luigi XIV, Boulle era nato nel 1648, dimostrando presto la sua straordinaria abilità: modellava e plasmava a piacimento con rara capacità tecnica. Artista completo: architetto, scultore, bronzista, ebanista, pittore, incisore, realizzò meravigliose opere in puro stile barocco, utilizzando la tecnica di intarsio di sua invenzione, che gli avrebbe dato le maggiori soddisfazioni e che fu imitata fino alla seconda metà dell'Ottocento.
Buffet Voce francese che indica un mobile atto a contenere e a esporre piatti e vivande. In epoca gotica era costituito da un cassone con apertura frontale posto sopra un tavolo; nei secoli seguenti modificò la propria struttura, la parte inferiore si configurò come una credenza e la superiore come un'alzata rientrante con ripiani a vista o schermati da vetri. Con tale tipologia il buffet fu adottato soprattutto dalla media e bassa borghesia come mobile per la sala da pranzo.
Bugnato Decorazione di diversa forma, a punta di diamante, a cuscinetto piano o semitondo, usata soprattutto per i mobili della prima metà del XVII secolo.
Bureau Termine francese usato per indicare lo scrittoio o la scrivania. Deriva dalla parola "burè", che nel Medioevo indicava il panno di lino grezzo che veniva steso sui tavoli usati dai chierici per scrivere. Il tipo più comune è il "bureau plat", costituito da un ampio tavolo rettangolare, ricoperto in cuoio o velluto, e da una fascia a tre cassetti; se il piano è sormontato da un rialzo a cassettini e scomparti, è detto "à gradin". Il "bureau Mazarin" è comunemente considerato come la più antica forma di scrittoio; è un mobile costituito da due corpi laterali a cassetti, poggianti su quattro gambe ciascuno, e da un vano centrale chiuso frontalmente da un pannello. Nel periodo Luigi XV entrò in uso il "bureau à dos d'àne", una scrivania per signora di piccole dimensioni e dalle linee eleganti. È caratterizzata da due piani per scrivere opposti, separati da un'alzata e coperti ciascuno da una ribalta, ed è dotata di una fascia sagomata a mantovana con cassettini. Se è provvista di una sola ribalta è detta "bureau en pente". Molto diffuso nel Settecento fu il "bureau à cylindre", caratterizzato da un'alzata - contenente cassetti e scomparti per il materiale di cancelleria - chiusa da una saracinesca a rullo rientrante.
Cabinet Mobile francese - nato quasi sicuramente sul modello dello stipo rinascimentale italiano - avente la funzione di custodire e conservare gioielli e oggetti preziosi. In origine era un parallelepipedo portatile a due sportelli che, aperti, svelavano una serie di cassettini sovrapposti inquadranti una cavità, chiusa a sua volta da un'antina. Verso la metà del Cinquecento assunse una tipologia più complessa, configurandosi come un mobile a due corpi sovrapposti: quello superiore con cassettini e scomparti nascosti da ante o da un piano calatoio e arricchito da intagli, intarsi, dorature, lacche; quello inferiore costituito da un piano con sostegni variamente lavorati, talvolta a forma di cariatidi, oppure da un cassone rettangolare, con cassettini analoghi ai precedenti. Col medesimo vocabolo si indicò in Francia, a partire dal Cinquecento, anche un piccolo ambiente - corrispondente allo studiolo italiano - destinato allo studio e alla conservazione di piccoli oggetti rari.
Calatoio Il piano ribaltabile di uno scrittoio che, una volta abbassato e fissato con catenelle o mediante tiranti o sostenuto da tiretti, serve quale piano per scrivere. E’ presente nelle ribalte e secrètaires.
Caminiera Con questo termine vengono designati sia il parafuoco davanti al caminetto che la cassetta contenente la legna sempre destinata al caminetto. E', peraltro, detta caminiera anche quella particolare specchiera destinata ad essere posta sopra al camino, entrata in uso verso la fine del Seicento: è solitamente composta da tre specchi uniti da modanature e pilastrini, variamente decorati.
Cammeo Gioiello realizzato attraverso l'incisione della conchiglia, in particolare la Cypraecassis rufa, la Cassis madascarensis e la Cassis cornuta della famiglia della Cassis in quanto queste conchiglie presentano la superficie costituita da due strati di colore distinti, il che permette di isolare nitidamente dal fondo la figura in rilievo. Ancora oggi, a Torre del Greco, la lavorazione del cammeo si effettua artigianalmente. La prima fase della lavorazione consiste nella scelta della conchiglia adatta all'incisione. Successivamente si passa alla scoppatura ovvero al taglio della parte più convessa della conchiglia, la coppa; poi si procede alla segnatura e alla sagomatura del pezzo tagliato, ovvero all'interno della coppa si tracciano i contorni dei cammei che si vogliono ricavare e si eliminano, tagliandole, le parti superflue.Nel Seicento e nel Settecento, preziosi stipi anche adorni di cammei furono realizzati a Firenze, nell'Opificio delle pietre dure.
Capitello Elemento architettonico che collega il fusto di un sostegno - colonna, pilastro, parasta, lesena - alla struttura soprastante, arco o architrave. È in genere composto da una parte superiore, l'abaco, cui è affidata la specifica funzione architettonica, ed una inferiore, l'echino, a scopo ornamentale. Ai tipi dorico, ionico, corinzio, canonizzati dall'arte greca, si aggiunsero più tardi il tuscanino e il composito. In epoca rinascimentale trovò largo impiego in ebanisteria.
Capitonné Tipo di imbottitura largamente usata nel Settecento e nell'Ottocento per trapuntare poltrone, sedie e testiere di letti. In origine era costituita da capiton, una sorta di cascame di seta, e fissata con del filo fermato da un bioccolo del medesimo materiale.
Cappello, a Espressione riferita a un tipo particolare di cimasa, spesso sormontata da una fascia di cornici, posta a coronamento di alcuni mobili inglesi e americani. È tipica in particolare dei cassettoni a due corpi in stile Queen Anne. I corrispondenti termini inglesi sono bonnet top e hooded.
Carcassa Così è chiamata la struttura portante di un mobile, senza gli elementi aggiunti, come lastroni o piallacci, cassetti o modanature.
Cariatide Statua femminile utilizzata nel mondo greco (VI e V secolo a.C.) come sostegno di architravi, cornici, mensole o analoghe membrature architettoniche; famose sono le cariatidi dell'Eretto di Atene (V secolo a.C.). Con una funzione squisitamente ornamentale la cariatide fu impiegata in epoca rinascimentale e neoclassica anche in ebanisteria. L'etimologia della parola è incerta: secondo Vitruvio risalirebbe alle donne della Caria, antica regione dell'Asia Minore, costrette dai Greci alla schiavitù. A volte il termine è impiegato per designare le corrispondenti figure maschili, più propriamente chiamate atlanti o telamoni.
Cartiglio Chiamato anche "cartoccio" è un motivo ornamentale in voga soprattutto nel XVII secolo caratterizzato dalla riproduzione, scolpita o dipinta, di un rotolo di carta stilizzato in genere contenente un’iscrizione.
Cassapanca Mobile assai diffuso in Italia durante il Rinascimento (ma già comparso nel Medioevo) costituito da un cassone, che fungeva da sedile e da ripostiglio, e da un dorsale completato successivamente da braccioli. Mentre i primi esemplari si connotavano per l'equilibrio delle proporzioni e la sobrietà della decorazione, nel Cinquecento le forme si fecero più imponenti e i motivi ornamentali - intagliati o scolpiti - sempre più ricchi ed elaborati. A partire dal XVII secolo le sue funzioni furono meglio assolte dal divano e da altri mobili come il baule o l'armadio, mentre sopravvisse nelle forme originarie come arredo di rappresentanza.
Cassettone /Commode Mobile a cassetti dal corpo rettangolare e dai sostegni molto corti. Nacque probabilmente verso la fine del XVI secolo come evoluzione del cassone, che negli esemplari più tardi era provvisto talvolta di uno o due cassetti. Equivalente alla commode francese, il cassettone si sviluppò secondo tipologie che seguirono i vari stili, variando le dimensioni generali, l'altezza dei sostegni e i modi decorativi. Passò dalle forme rigide e pesanti seicentesche alle linee più morbide e aggraziate del secolo successivo, che conformò deliziosi cassettoni bombati, impiallacciati con legni preziosi e arricchiti da ornamenti laccati o in bronzo dorato.
Cassone Mobile basso, di forma parallelepipeda, provvisto di un coperchio fissato a cerniera. Era fabbricato in genere in occasione di nozze, destinato a contenere o a trasportare abiti, biancheria o altri oggetti d'uso. Data la sua estrema funzionalità, fu tra i pezzi di arredamento più diffusi nell'antichità, soprattutto in età medioevale. Splendidi esemplari intarsiati o dipinti furono realizzati in Toscana nel Quattrocento, anche da artisti come Botticelli e Paolo Uccello. Nel corso del Seicento entrò in crisi parallelamente allo sviluppo di altri mobili come divani, gli stipi, gli armadi e i cassettoni.
Cavicchio o Spina Pezzetto di legno arrotondato usato per realizzare o rinforzare i giunti.
Centina Struttura provvisoria messa in opera per sostenere, durante la loro costruzione, archi e volte. Per analogia, con la medesima voce sono designate anche le parti curve di architetture, mobili o cornici di polittici.
Ceramica Dal greco = argilla, si dice ceramica tutto ciò che è modellato con impasto di argilla e sottoposto a cottura per mezzo del fuoco.
Chiodi alla traditora In ebanisteria, sono così definiti i chiodi inseriti di sbieco, in posizione non visibile. Generalmente più lunghi dello spessore delle due parti da unire, erano poi ribattuti dalla parte nascosta.
Cimasa/Cimosa Termine architettonico che indica, in origine, la cornice superiore che assume la funzione decorativa nell'insieme della struttura; da qui cimasa è passato ad indicare la parte cuspidale di un mobile o di una specchiera.
Cineseria Disegni ornamentali su imitazioni di motivi cinesi, molto di moda nel Seicento e nel Settecento per la decorazione in particolare dei cassettoni veneziani.
Colla Sostanza adesiva, ottenuta facendo bollire in acqua le sostanze collagene animali o vegetali. Si distingue in colla forte, ottenuta dalle ossa di animali, e colla di pesce, ricavata dalla vescica natatoria degli storioni.
Commesso Intarsio con pietre dure e semipreziose o con marmi policromi. Si tratta di un’arte tipicamente fiorentina con cui si usava intarsiare con motivi a colori vivaci soprattutto i piani dei cassettoni.
Comodino Mobile di piccole dimensioni destinato a collocarsi accanto al letto. I primi esempi, databili all'inizio del Settecento, erano una sorta di armadietto, dal corpo piuttosto alto poggiante su brevi gambe, con sportello e cassetto superiore. In seguito, soprattutto in epoca neoclassica, le forme si ingentilirono ed il comodino si configurò come un piccolo tavolo con esili sostegni e il piano spesso ricoperto in marmo.
Consolle Voce francese che indica un tavolo a una parete, in genere al di sotto di uno specchio, con scopo più ornamentale che funzionale. Nata durante il regno di Luigi XIV, si sviluppò nel tempo secondo i diversi stili, conservando sempre forme eleganti. Corrispondente all'italiano mensola, il termine viene anche utilizzato, per estensione, ma impropriamente, con riferimento a qualsiasi tavolo da muro.
Corallo Coralium o curalium, citato nelle fonti classiche per designare il corallium rubrum del Mediterraneo, per lungo tempo ritenuto una pianta, nella prima metà del XVIII secolo si scoprì che in realtà era costituito di animali raggruppati in colonie di individui strettamente interdipendenti che secernevano una secrezione calcarea: tale secrezione dà origine alle note strutture ramificate.Una leggenda narra che, quando Perseo ebbe reciso il capo di Medusa, lo depose sulle rive del mare e con stupore constatò che, dal contatto delle alghe col suo sangue già pietrificato diede vita al corallo.Sin dall’antichità ha assunto valore apotropaico e propiziatorio, divenendo amuleto contro i mali, le paure e gli incubi.
Cornice In ebanisteria indica una modanatura che circoscrive una campitura uniforme.
Cornucopia Motivo decorativo di origine classica che simboleggia l'abbondanza e la fertilità. Si configura come un corno tendenzialmente spiraliforme pieno di frutta, fiori e foglie. In ebanisteria, la gamba a cornucopia è un particolare sostegno tipico di alcuni divani e letti alla greca appartenenti agli stili Regency e Direttorio americano.
Credenza Nel Medioevo era un basso tavolino che era collocato accanto alle mense più ricche per sorreggere i piatti con i cibi destinati ad essere assaggiati, prima di essere serviti, dal credenziere, al fine di eludere il pericolo di un eventuale avvelenamento per i signori. Il termine, nelle epoche successive, passò a indicare il mobile che conservava i servizi da tavola o, temporaneamente, i cibi. Nei modelli più antichi aveva struttura semplice, bassa e larga, con sportelli ed eventuali cassetti al di sotto del piano di appoggio. Successivamente si evolve fino ad ottenere due corpi sovrapposti, di cui quello superiore arretrato. La credenza fu largamente impiegata dal Rinascimento fino a tutto l'Ottocento, soprattutto nelle sale da pranzo delle famiglie borghesi, dove spesso appariva in coppia con la denominazione di buffet e contro-buffet. È un mobile tipicamente italiano - forse sviluppatosi dal medioevale cassone - che esercitò notevole influenza nell'arredamento francese e inglese.
Cuneo Inserto ligneo a sezione triangolare utilizzato nelle operazioni di riparazioni di fenditure di un supporto ligneo. Il suo posizionamento avviene battendo con un martello la parte piatta.
Decapaggio Dal francese dècaper (letteralmente, raschiare, togliere la copertura), il termine indica il processo tecnico attraverso il quale alcuni mobili sono liberati dalle vernici, dagli smalti, dalle ridipinture o dalle patine formatesi nel corso del tempo, e riportati allo stato naturale.
Dendrocronologia Analisi che si basa sul confronto dei parametri di accrescimento (anelli annuali) del legno della pianta. Questi sono confrontati con campioni appartenenti alla stessa specie e provenienti dalla stessa località, di cui se ne conosce l’epoca.
Dentellatura Motivo architettonico ripetuto e continuo usato nelle cornici dei mobili a struttura architettonica come armadi e stipi e nella fascia inferiore dei ripiani di tavoli.
Deterioramento L’insieme delle alterazioni fisiche, chimiche ed estetiche dovute all’invecchiamento naturale o provocato da interventi di restauro che determinano lo scadimento dello stato di conservazione di un manufatto artistico.
Disinfestazione Procedimento con cui si liberano i materiali (legni, carta, tessuti, materiali lapidei ecc.) da infestazioni di organismi (quali agenti silofagi, alghe, funghi ecc.) che vi si insediano e vi proliferano in determinate condizioni ambientali. Il trattamento di disinfestazione da tarli ed altri insetti avviene per massificazione o imbibizione del supporto ligneo con sostanze gassose.
Divano Derivato dal persiano diwan, a partire dal XVII secolo il termine indica un sedile per più persone, in seguito dotato di schienale e braccioli imbottiti. La sua origine va ricercata nella cassapanca rinascimentale, già dotata di schienale e braccioli, comune nelle ricche dimore europee del Seicento.
Doratura Applicazione dell'oro in lamina o in polvere su supporti diversi. Due le tecniche principali di doratura: a bolo e a missione. La mecca, le cui notizie risalgono al primo Rinascimento, è una vernice a base d'alcool, gomma lacca, resine naturali e ossidi, recentemente con colori all'anilina. La vernice è data sulla foglia d'argento, brunita con pietre d agata. Le pietre, una varietà di Calcedonio, sagomate, mola e lucidate in diverse forme, detti brunitoi, servono per spianare la foglia metallica e ad eliminare qualsiasi piega che si forma durante l'applicazione a guazzo oppure sul bolo se la doratura è a missione. L'applicazione della mecca, sulla foglia dopo la brunitura, conferisce all'argento un'accentuata somiglianza all'oro. L'oro in foglie, per il suo costo, è impiegato per oggetti più raffinati.
Dormeuse Sorta di poltrona a sdraio con schienale rialzato o di divano con spalliere imbottite di differente altezza sui lati brevi. Chiamata anche mèridienne, vene usata soprattutto nel Settecento, anche in Italia, come letto da giorno.
Ebanisteria La lavorazione artigianale del legno, perlopiù di qualità pregiata, con finalità decorativa oltre che d’uso pratico, a differenza della falegnameria che produce manufatti destinati all’impiego quotidiano. Il termine deriva da èbèniste, adottato in Francia dal XVII secolo per distinguere l'artigiano artista, specializzato nella lavorazione dell'ebano, dal semplice falegname.
Ebano Anticamente si importava da alcune zone dell’Africa come il Sudan, e dalla Corsica, ed era considerato il legno più pregiato. Compattezza e finezza della sua grana determinano a un tempo l’estrema solidità e l’aspetto uniforme, nel suo colore bruno, a riflessi rossicci o verdastri, che ben si adatta a contrasti cromatici di valore decorativo con legni e materiali diversi come l’avorio e l’osso.L’ebano, già impiegato nei fastosi stipi del tardo Cinquecento italiano, ornati con incrostazioni di marmi, pietre dure, metalli, ebbe una notevole diffusione in Europa a partire dal Seicento, quando le conquiste coloniali lo fecero arrivare in maggior quantità, assieme ad altri legni usati nell’ebanisteria, dal Madagascar, dalle Indie Orientali, e dalle Molucche. Tuttavia, spesso si è fatto ricorso a imitazioni, tingendo di nero i legni di cui era maggiore la disponibilità in loco, scelti tra quelli di grana fine come il pero.
Erma Colonna a sezione quadrangolare sormontata da una testa umana raffigurante il dio Hermes, molto usata nelle decorazioni dei mobili Direttorio e Impero come mezzo busto o soltanto la testa di una figura umana.
Espanolette Tipica figura di busto femminile realizzata in metallo, generalmente bronzo, usata a scopo prettamente ornamentale, caratteristica degli stili francesi Reggenza e Luigi XV. Era posta sui montanti dei comò come sulla parte alta delle gambe a cabriole delle scrivanie o anche sulle bocchette delle serrature.
Essenze Termine che indica le varietà arboree ed il legno che si ricava da esse.
Etagère Mobile di piccole dimensioni, a ripiani, in voga nella Francia del Settecento soprattutto in provincia, ma abbastanza usato anche in Italia. Esistente in diversi modelli, veniva appeso alle pareti o collocato sopra un altro mobile ed era adibito all'esposizione di vasellame o di oggetti di diverso tipo. Molto diffuso anche nei periodi successivi, indicava uno scaffale con ripiani a giorno, in genere poggiante sul pavimento.
Fastigio In ebanisteria, è l’elemento decorativo posto nella parte superiore di un mobile spesso in forma di timpano spezzato.
Festone Motivo ornamentale usato in architettura, pittura, scultura ed ebanisteria, costituito da un fascio di fiori, foglie, frutti variamente intrecciati e tenuti insieme con nastri o altro. Può assumere un andamento a cordone oppure a ghirlanda e comparire isolato o, più generalmente, iterato in modo da costituire un fregio. Fu molto usato nell'arte classica e venne poi ripreso in epoca rinascimentale, barocca e neoclassica.
Fiamma Ornamento scolpito a forma di foglia stilizzata, intagliato nel legno, usato per decorare i braccioli o i montanti dei seggioloni del Cinquecento.
Filettatura Tecnica decorativa che consiste nell’inserimento di un piccolo listello di legno o di altro materiale su di un fondo di colore discordante. Le filettature di ottone sono caratteristiche dei mobili inglesi di stile Regency e francesi di stile Luigi XVI.
Finitura In ebanisteria, è l'insieme dei trattamenti di levigatura, lucidatura e tintura.
Formella Elemento costituito da una lastra di forma varia ma regolare, quadrangolare, circolare, a losanga, decorata con svariate figurazioni a mosaico, a tarsia o scolpite. Come elemento decorativo è particolarmente usata nell'architettura gotica, in quella romanica e durante tutto il Quattrocento. Dal Rinascimento questo tipo di decorazione è praticato soprattutto in ebanisteria e formelle di legno, metallo, ceramica o altro materiale sono utilizzate per decorare sia i fronti sia le fiancate dei mobili.
Fratina o fratino Tavolo rinascimentale, tipico dei refettori dei conventi, dalla forma stretta e allungata, con sostegni congiunti da una traversa oppure da due assi sagomate. È chiamata fratina anche una robusta sedia toscana, derivata dal seggiolone cinquecentesco, dalla struttura massiccia e dalle linee severe, caratterizzata da uno schienale composto di due o tre cartelle sovrapposte riccamente decorate.
Fregio Nelle arti applicate e in ebanisteria, è una composizione ornamentale - scolpita, intagliata, intarsiata o dipinta svolta secondo uno sviluppo orizzontale.
Frontale In mobili di grandi dimensioni e di impianto architettonico è la parte superiore, che ha funzione di coronamento. Il termine si adatta bene a certi arredi di epoca rinascimentale.
Fumigazione Procedimento atto a distruggere funghi e insetti dannosi. Si chiude l'oggetto in un contenitore o ambiente a tenuta d'aria, con un quantitativo adeguato di insetticida o fungicida, come il paradiclorobenzolo o il timolo. Una fonte di calore scioglierà il prodotto chimico e libererà il vapore. L'oggetto deve rimanere chiuso all'interno per circa sei ore.
Gattelli Elementi di rinforzo di forma triangolare inseriti negli angoli novecenteschi, utilizzati anche nel restauro.
Gommalacca Conosciuta dagli egiziani (XIX dinastia, 1291 – 1279 a.C.) come sostanza "divina", la gommalacca è una resina di origine organica secreta da una cocciniglia chiamata Kerria appartenente alla famiglia dei Lacciferidi. Al fine di proteggersi, l’insetto fissatosi sui rametti di alcune piante produce una placca di sostanza resinosa. Questo è il materiale grezzo da cui si ricava la gommalacca, composto di resina e resti dell’insetto. Un tempo impiegata per ottenere un pigmento colorante per tingere la lana, è stata in seguito utilizzata come additivo nella produzione di vernici per mobili fino al XIX secolo, epoca in cui il suo colore ambrato ha contribuito a valorizzare le manifatture dell’arredo Impero.
Graticcio Struttura intrecciata di legni leggeri, come canne o vimini, che è stata ed è tuttora impiegata in ebanisteria, con intenti ornamentali oltre che funzionali, per gli schienali e i braccioli di sedie e poltrone. Come puro elemento decorativo, si trova su mobili barocchi francesi e italiani.
Grembiale o Grembiule Ha funzione esclusivamente ornamentale. Introdotta nel Settecento, è la parte inferiore sagomata, posta fra le gambe anteriori di un cassettone, di un tavolo a muro, di un sedile e altri mobili ed è detto anche mantovana.
Grifone Animale mitologico con corpo di leone e testa di aquila.
Grigio Trianon Termine che indica una tonalità di colore che va dal bianco sporco al grigio pallido, molto in voga nell’epoca di Luigi XVI. L’origine del nome è da far risalire ai lavori, avviati sotto il Regno di Luigi XIV, del Grand Trianon di Versailles, e poi lasciati incompiuti. La doratura della boiserie non fu mai realizzata per mancanza di fondi e la preparazione di gesso con cenere e biacca di piombo già predisposta, col passar del tempo, ha assunto quel caratteristico colore da cui il nome.
Grisaille Decorazione pittorica realizzata su toni di grigio e usata negli stili Neoclassici.
Grottesche Decorazioni fantasiose e stravaganti, con foglie, fiori, uccelli, insetti, scimmie, trofei, figure umane aggrovigliate. Il termine deriva derivato dai dipinti che si potevano visionare a Roma attorno agli anni Ottanta del XV secolo nelle cosiddette grotte, cioè gli ambienti della Domus Aurea di Nerone sopravvissuti sotto il colle Oppio, accessibili solo attraverso cunicoli.
Gruppini Tipo particolare di chiodi molto sottili utilizzati dagli ebanisti per fissare un lastrone alla struttura del mobile; servono anche nel caso in cui non è possibile utilizzare le morse, saranno successivamente rimossi.
Gueridon Piccolo tavolo con funzione di reggicandela o reggicandelabro molto diffuso nel Settecento, in Francia, in Italia ed in Inghilterra. Realizzato con materiali preziosi, è di forma circolare e poggia a terra su tre piedi. Nell’Ottocento con questo termine sono indicati tutti i tavolinetti di tal guisa.
Guscio d’Ostrica Tipo di impiallacciatura in voga in Inghilterra nel periodo William and Mary (fine del XVII secolo), le cui venature assomigliano al disegno presente sulle conchiglie di questi molluschi.
Hepplewhite, George Ultimo mobiliere inglese del XVIII secolo. I disegni della sua Guida per ebanisti e tappezzieri avranno larga diffusione tra gli americani (soprattutto per la produzione delle sedie). La sua raccolta di disegni "The Cabinet – Maker and Uphholsterer’s Drawing Guide", pubblicata come opera postuma (1789 – 1790), cataloga tutti i mobili in voga nel decennio 1775 – 1785. Pezzi semplici e solidi, tradizionali di fattura elegante, spesso in legno satinato e mogano, prediligendo forme morbide, sottili e raffinate. Gli elementi decorativi sono il modulo ovale, le rosette, l'emblema delle piume del principe di Galles, decori a pannocchia, urna, medaglioni e ventagli. Nella tecnica a decorazione prevale l'intaglio e la marqueterie.
Igroscopico Si dice di sostanze capaci di assorbire acqua dall’atmosfera.
Imbracatura o Imbarcamento Deformazione di una tavola causata dal diverso ritiro delle fibre oppure dovuto ad un carico eccessivo nella parte centrale, che assume così una forma arcuata.
Impiallacciatura Rivestimento con " piallacci", fogli di legno pregiato per essenza, venature e colore, e di spessore in genere non superiore al millimetro, adottato per decorare superfici a vista di mobili realizzati dall’Ottocento in poi.
Incannucciatura Rivestimento di schienali e sedili ottenuto per mezzo di cannucce intrecciate, ricavate dalla canna d’India, con superficie lucida e brillante. Comunemente conosciuta come "Paglia di Vienna" in quanto tipica delle sedie Thonet (Austria, primi del XIX secolo), la tecnica è, però è stata introdotta in Olanda sin dal XVII secolo.
Incastro Modo in cui, fin dal XVI secolo, i falegnami univano le assi di legno senza usufruire di collanti o di chiodi, ma intagliandone i bordi secondo un sistema di sporgenze e di rientranze in grado di combaciare perfettamente all'atto della congiunzione. A seconda dei tipi di unione, l'incastro, chiamato anche assembramento, può essere: a coda di rondine, a tenone e mortasa (a cava e penola, a maschio e femmina), diritto, a mezzo e mezzo, a lingua, a forcella. a coda di rondine incastro in cui una parte del legno ha il bordo tagliato a cunei e l’altra presenza delle sporgenze uguali alle parti intagliate: sporgenze ed intagli si incastrano fra di loro. E ’ utilizzata generalmente per la realizzazione dei cassetti. a mortasa e tenone chiamato anche a maschio e femmina, su una parte è realizzata una cavità (mortasa) nella quale viene inserita la sporgenza in misura (tenone) creata sull’altra parte. Incastro utilizzato sin dal XII secolo. a caviglia o a spina quando le superfici sono piccole e non permettono i due incastri precedenti, si utilizzano delle spine inserite nei buchi corrispondenti fatti sulle due parti da unire.
Incrostazione Deposito di sporco che si forma sulle superfici dei manufatti costituito essenzialmente da polvere, ossalati, gesso, carbonati, sostanze inquinanti e particelle varie.
Indiscreto E’ un divano molto diffuso nella Francia del XIX secolo durante il periodo del Secondo Impero. Formato da tre poltrone imbottite, di solito a capitonnè, sono unite e disposte fra loro a raggiera. Era solito posto negli ingressi degli alberghi e nelle sale d’attesa.
Inginocchiatoio Mobile usato per la preghiera, un tempo presente, oltre che nelle chiese, nelle camere da letto di molte case private. Nasce in Italia alla fine del XVI secolo. Di norma è strutturato su due piani: quello superiore per appoggiare i gomiti e quello inferiore per le ginocchia.
Intaglio Tecnica ornamentale consistente nell’asportare parte del materiale con appositi strumenti secondo definiti disegni. Praticato soprattutto su legno, fu prodotto anche su marmo, avorio e pietre dure. È uno dei procedimenti ornamentali più usati nelle arti applicate; l'intaglio può essere realizzato a incavo, a rilievo (basso, medio o alto) e a traforo, se passa l'oggetto da parte a parte, in quest’ultimo caso è detto "a giorno". Il suo periodo di maggior diffusione è il Barocco, quando prendono forma vere e proprie sculture.
Intarsio o Tarsia E’ un lavoro di ebanisteria che consiste nella decorazione di un mobile con legni di diverse qualità, o con altro materiale, inseriti secondo un disegno prestabilito. Nei lavori in legno nel Medioevo, appare in forma assai modesta per assumere proporzioni e importanza sempre maggiori nel corso del Quattrocento e soprattutto nel Cinquecento. Alla fine de Seicento, dall’Italia e in particolare da Firenze, si diffonde in Francia dove Charles Boulle e altri artisti operanti nella manifattura dei mobili della corona, fondata da Luigi XIV, creano elaborati lavori di intarsio composti in tartaruga, madreperla, legni preziosi, rame e altro materiale, ottenendo esemplari di raffinatezza ed eleganza che saranno imitati in tutta Europa per quasi due secoli. Nel XVIII secolo, in Italia, si distinsero i mobili intarsiati in avorio e legni pregiati del Maggiolini e del Piffetti. Maggiolini impegnava un’enorme quantità di legni diversi (pare oltre ottanta) sfruttando tutte le originarie tonalità di colore. Legato alla pura arte dell’intarsio, il grande maestro lombardo solo in casi rarissimi, pensiamo all’azzurro e al rosa, usava la tinta artificiale; gli splendidi effetti di ombreggiatura erano ottenuti (come del resto anche oggi), immergendo i piccoli pezzi in sabbia rovente. ad arabesque Intarsio tipico dei mobili inglesi William and Mary, costituito da intrecci complicati di chiara origine orientale. la Reine Intarsio a rombi con un piccolo fiore stilizzato all’incrocio delle linee. Diffuso in Francia ed in Piemonte nel XVIII secolo. alla Certosina Così chiamato perché realizzato durante il Medioevo nei monasteri certosini, è un tipo di intarsio costituito da piccolissimi tasselli di legno e in osso, avorio o madreperla tagliati secondo forme geometriche e commessi tra loro a formare disegni semplici e stilizzati d’ispirazione orientale come stelle e losanghe. Le essenze privilegiate erano l'ebano, il bosso e il tasso, mentre il supporto era generalmente in noce. A partire dalla fine del Trecento, ma soprattutto nel Rinascimento, gli ebanisti dell'Italia settentrionale realizzarono con tale tecnica piccoli scrigni o cassettine e impreziosirono arredi sacri e stalli corali. alla damaschina E’ una variante dell’intarsio "alla certosina" realizzato in Toscana e che prende il suo nome dalla città orientale di Damasco da cui è stato importato. a pel de rava Così chiamata perché ricorda una rapa sbucciata, è una decorazione ad intarsio molto sfrangiata propria dei mobili lombardi del XVIII secolo. marqueterie dal francese "marque", ossia marchio, contrassegno che indica un particolare tipo di intarsio dove pezzettini di forme e legni diversi, o anche di altro materiale del medesimo spessore, sono messi insieme in modo da creare un disegno, che viene incollato su una superficie lignea. Per ottenere una maggiore varietà di chiaroscuri e di tonalità di colore, i diversi legni utilizzati erano ombrati e tinti mediante colorazioni chimiche e l'applicazione di metalli roventi. Sino al Periodo Neoclassico i disegni predominanti erano di genere floreale e naturalistico, con la Seconda metà del XVIII secolo anche la marqueterie in linea col nuovo gusto classicheggiante, offriva forme geometriche o legate a figure mitologiche. tecnica Boulle È una tecnica a intarsio molto singolare che prende il nome dal famoso ebanista francese al servizio di Luigi XIV, André -Charles Boulle. Tale tecnica consiste nel ritagliare due lamine accostate, una di metallo e l’altra di tartaruga o di altro materiale simile. Si ottengono così due prodotti identici e ugualmente ritagliati e sagomati con cui si costituisce, a piacimento, il fondo e il disegno. Si possono avere, perciò, due pannelli decorativi: di volta in volta si può adattare come fondo la lamina di tartaruga e come disegno quella in metallo, oppure viceversa. Nel primo caso il pannello sarà più pregiato e sarà chiamato in parte (en première partie), nel secondo caso sarà chiamato in controparte. Il lavoro non finiva qui, perché nei casi in parte la lamina metallica era rifinita a bulino. Tale tecnica rendeva più sontuoso il mobile così lavorato: a volte anche un po' pesante, comunque, utilizzata ininterrottamente, per alcuni arredi, fino al Secondo Impero, cioè agli annidi Napoleone III. parqueterie tecnica di intarsio che prevede l’uso di legni di diversi colori o dello stesso legno preso in zone di differenti venature, per ottenere contrasti e disegni geometrici.
Jacob George (1739- 1814) Ebanista dell’Epoca di Luigi XVI, uno dei principali esponenti dello stile Neoclassico. Con lui si definiscono le caratteristiche dei sedili Luigi XVI, più leggeri ed avvolgenti. Un elemento importante inserito da Jacob è il dado a rosetta che collega le gambe affusolate e scanalate alla cintura del sedile.
Japan e Japanning Japan era il termine anglosassone per indicare la lacca giapponese che gli inglesi ritenevano più pregiata di quella cinese. La lacca dunque rifatta in Occidente era chiamata Japaning.
Jardinière E’ un tavolino che al posto del piano ha una vaschetta in cui porre i vasi dei fiori, rivestita spesso in metallo. Nasce nel XVIII secolo e si diffonde nel XIX secolo.
Lacca Resina viscosa ottenuta dalla linfa del "Rhus vernicifera", o albero della lacca, che cresce in Cina, Giappone e Cambogia costituisce la componente di base per la produzione di una pregevole vernice usata per decorare oggetti d'arte. Per estensione si usa il termine lacca anche per indicare altri tipi di vernici trasparenti od opache di origine animale, vegetale o sintetica. La lacca del Giappone si otteneva attraverso lunghi e complessi procedimenti ed era utilizzata per il rivestimento di oggetti di pregio, i cui pannelli ricevevano fino a diciotto strati di lacca. Oltre che un’abile esecuzione tecnica, queste operazioni richiedevano tempi molto lunghi. I colori predominanti nelle decorazioni cinesi sono i marroni, i blu, i rossi e il verde scuro, mentre tipici della lacca giapponese sono le applicazioni di oro o argento in foglio. Scoperta dai Gesuiti in Cina e in Giappone, la laccatura è introdotta in Europa nel Settecento in seguito all’importazione dall'Estremo Oriente di numerosi pannelli già laccati da inserire o da incorniciare in fronti, ante di mobili o paraventi. Tra i diversi tentativi attuati dagli Europei per imitare gli effetti della lacca orientale, largo successo ottenne la "vernis Martin", messa a punto a Parigi dai fratelli Martin con un procedimento rimasto segreto. In Italia diventerà famosa la lacca di Venezia chiamata Sandracca. lacca di Coromandel Prodotti laccati e incisi, importati in Europa dalla Cina centrale e settentrionale tra il XVII e il XVIII secolo. Il nome deriva dalla stazione commerciale della Compagnia Inglese delle Indie Orientali situata sulla costa indiana di Coromandel, porto d'imbarco delle merci dell'Estremo Oriente verso l'Europa. Una sua imitazione inglese del tardo XVII secolo è nota come Bantam work (da Bantam, villaggio dell'isola di Giava), ma il termine è talvolta utilizzato per indicare le lacche cinesi originali. Molto ricercati i paraventi così eseguiti se databili alla fine del Seicento. lacca Povera Arte decorativa usata a Venezia nel XVIII secolo, in sostituzione della laccatura, per decorare mobili e oggetti di legno su imitazione dei mobili orientali. Piccole stampe (incisioni prodotte soprattutto dalla stamperia Remondini a Bassano) con temi decorativi, figure, scenette, dai contorni ritagliati e poi incollate sul legno sul quale era ripassata una vernice trasparente, la sandracca, che rendeva uniforme la superficie. Numerosi mobili veneziani, sia laccati che decorati ad "arte povera" sono esposti al museo di Ca’ Rezzonico Venezia.
Laccatura Tecnica importata dall'Oriente dai Gesuiti e diffusa in Europa nel XVI secolo attraverso Portogallo e Olanda con la Compagnia delle Indie. Divenne nel XVII e nel XVIII secolo una vera passione per l’intera Europa. La laccatura consiste in un’operazione complicata e lunga. Le parti da decorare sono rivestite con tela incollata sul legno; una prima mano di colla serve a chiuderne la porosità, successive mani di colla e gesso rendono il corpo del mobile liscio e compatto. Una mano di tempera colorata serve da fondo alla decorazione. Sulle dorature e sulle decorazioni si passano diverse mani di sandracca, una colla resinosa trasparente color paglierino che era il completamento della laccatura.
Lambrequin o Lambrecchino Ornamento a forma di frange e di gale utilizzato soprattutto nei tavoli. Presente nello Stile Luigi XIV e nei tavoli lombardi del XVII secolo, rappresenta la stilizzazione della sciarpa frastagliata cascante da un lato dell'elmo dei cavalieri medioevali.
Lastronatura La tecnica della lastronatura si diffonde già nel corso del Cinquecento. Il lastrone è uno strato di legno in essenza di norma pregiata collocata a scopo ornamentale sopra una superficie in massello, di essenza meno pregiata. Il lastrone ha spessore superiore al millimetro: le prime lastronature hanno uno spessore fino a mezzo centimetro per diminuire nel corso dei secoli, quando sopraggiungono nuove tecniche di taglio del legno. Quando la stessa tecnica è adottata per strati di legno di circa 4- 5 mm. o superiore si definisce placcatura.
Lavabo Tavolino con funzione di reggere il catino e la brocca per lavarsi. Nel XVIII secolo ha una propria forma definita: tre piedi, di solito di ferro battuto e solo raramente in legno.
Leggio Elemento ideato per sostenere libri aperti. Nel Medioevo e Rinascimento, ha la forma di un piccolo armadio con piano superiore inclinato, successivamente di piccolo tavolo a sostegno centrale allungabile e regolabile. La moda dei concerti da camera e di letture pubbliche nei palazzi degli aristocratici diffusasi nel XVIII secolo, ha fatto del leggio un oggetto molto diffuso ed essendo esposto in tali occasioni necessitava di un degno abito con decori ricchi e graziosi. In questo periodo nascono poltrone e ribalte con leggio incorporato.
Legno compensato Legno ottenuto incollando insieme più strati sottili disposti con le fibre alternate e incrociate: espediente che dona al materiale elasticità e resistenza. Usato dal XVIII secolo in poi; quando gli strati sono più di tre prende il nome di multistrato.
Legno massello Legno intero e naturale ottenuto semplicemente "tagliando a fette" il tronco.
Legno satinato Essenza esotica, di colore giallo lucente.
Leone Motivo decorativo in uso da Rinascimento italiano in poi. Il leone alato, eretto o accovacciato in posizione simile alla Sfinge, fu utilizzato nello Stile Impero e Regency. Presente anche nei mobili italiani di Toscana e Sicilia dello stesso periodo. Del leone si riprodussero le zampe come piedini per mobili di Stile Rinascimentale e Neorinascimentale. Nei mobili Luigi XIV, Impero e Regency molto diffuso il mascherone a forma di testa, con o senza maniglia ad anello pendente dalla bocca.
Lesena Elemento architettonico con funzione puramente decorativa, a forma di semipilastro o semicolonna di solito con base e capitello. La lesena compare, in diverse tipologie, sulle fronti di mobili a partizione architettonica, soprattutto nel Rinascimento e nel Neoclassico.
Letto Nel XV secolo il letto diventa un mobile fisso, fino ad allora per coricarsi si utilizzavano giacigli mobili che venivano riposti di giorno. Dal XVI secolo in poi esso diventa una struttura fissa avvolta da tendaggi e dopo la Rivoluzione Francese si spoglia del baldacchino. a barca Tipo di letto diffuso nel periodo Impero soprattutto in Francia (lit en bateau) accostato alla parete da uno dei due lati lunghi. Le due spalliere hanno in genere profilo curvilineo e sono rovesciate all'esterno; la parte laterale esterna può essere a mezza luna, così da conferire al letto la forma di una barca, tuttavia può essere anche diritta. Questo tipo di letto, spesso collocato in un'alcova, è sovente provvisto di baldacchino.la duchesse Tipo particolare di letto da parata in voga in Francia nel XVIII secolo, all'epoca delle Favorite (da cui il nome duchesse). La struttura riccamente abbigliata da splendidi drappi, presenta un baldacchino, della medesima lunghezza del letto, sistemato sul muro o sull'alto dorsale e non più sorretto da colonne.
Library – Bookcase E’ un mobile inglese a due corpi simile al bureau –cabinet, ma privo di battente scrittoio. La parte inferiore, più sporgente e profonda è destinata ad accogliere i volumi più grossi. Nel XVIII secolo nasce il modello Break. Front Bookcase che ha la parte centrale sporgente rispetto alle laterali e può avere un cassetto –scrittoio.
Library table Scrivania inglese del XVIII secolo con il piano sorretto da due corpi laterali a cassetti ed al centro uno spazio per le ginocchia.
Libreria Il termine appare in Epoca Rinascimentale e indicava armadi realizzati per accogliere libri. Nel XVII secolo le ante sono alleggerite da vetri o retine di metallo.
Limone Legno da frutto, di colore giallo chiaro e grana fitta. D’origine mediterranea, il limone è utilizzato per la marqueterie, soprattutto durante l’Epoca della Restaurazione quando era accostato a legni più scuri per gioco di contrasti.
Lira, a Novità stilistica e tecnica del XVII secolo, riferita a elementi del mobilio, come schienali e sostegni, foggiati secondo il profilo curvilineo dell'antico strumento musicale.
Lisca di pesce, a Tipo di impiallacciatura secondo la quale i fogli di legno sono uniti allo scopo di ottenere, attraverso il gioco alternato delle venature, una figura appunto a lisca di pesce. Questa tecnica, detta anche a fibre contrapposte, ha avuto enorme fortuna in ebanisteria fra il XVII e il XVIII secolo.
Listello Fascia rettilinea, piana e sottile, intercalata fra elementi curvilinei concavi o convessi di una cornice o di una modanatura analoga. Fu di largo impiego anche in ebanisteria, a partire soprattutto dal Rinascimento.
Longherone o longarone Dal francese longeron è il raccordo orizzontale dei letti.
Losanga Elemento decorativo romboidale impiegato in architettura e ripreso dagli ebanisti di epoca rinascimentale per ornare o ripartire prospetti o specchiature di porte, cassettoni, credenze e armadi. La losanga, iterata in sequenze uniformi o alternata ad altri motivi decorativi, trovò larga applicazione - intarsiata, intagliata a rilievo o incisa - anche nel Seicento e Settecento.
Luigi Filippo, stile Stile che copre l’arco di tempo che va dal 1830 al 1848. Luigi Filippo fu fautore del recupero degli stili del passato, dal Gotico al Luigi XVI. Comincia in questo periodo la mania per il rifacimento del mobile d’epoca.Lo stile, tuttavia, non manca di una sua peculiarità: nasce una definizione nuova degli ambienti, in cui la ricerca della comodità è subito evidente nelle imbottiture dei sedili e nelle linee morbide dei mobili. L’uso della macchina a vapore accelera i tempi di produzione e rende possibile l’acquisto di mobili ad un pubblico più vasto.
Luigi XIII, stile Stile sviluppatosi tra la fine del XVI secolo e il 1660 ca., oltre i limiti cronologici del Regno di Luigi XIII (1610-1643). Gli arredi realizzati in questo periodo si presentano con forme architettoniche di gusto classico, spesso monumentali, proprie del tardo Rinascimento: struttura robusta, rigore e sobrietà.
Luigi XIV, stile Stile sviluppatosi in Francia durante il Regno di Luigi XIV (1661-1715), detto anche Re Sole. Nel 1667 nasce la "Manifattura Reale dei mobili della Corona" di cui è responsabile artistico il pittore Charles Le Brun: ogni prodotto sarà destinato alla Reggia di Versailles. Cominciano a distinguersi i vari arredi secondo la collocazione, pensati in rapporto all’ambiente e agli altri arredi. Le linee sono rette ma fianchi, piedi e braccioli mostrano morbide curve. Utilizzo di materiali pregiati per ostentare lo sfarzo e decori realizzati con cura estrema dei particolari. Il bronzo, per lo più dorato e finemente cesellato, impreziosisce e rinforza la struttura del mobile proteggendo piedini, spigoli ed angoli, ma anche maniglie, serrature e pomelli. In questo periodo, le poltrone si imbottiscono e lo schienale s’inclina per essere più accogliente.
Luigi XVI, stile Stile che ha caratterizzato le espressioni artistiche durante il regno di Luigi XVI (1774-1793) e che vide il ritorno a forme classiche, annuncianti il rigore del successivo stile Impero. Il Rococò giunto a estremi ed eccessi di preziosismo e di ricchezza decorativa, ha ormai stancato ed è considerato dell’élite parigina di cattivo gusto. Avanza un nuovo desiderio di semplicità che si traduce presto nel trionfo di uno stile ispirato al mondo antico, in particolare alla Grecia. Geometria elementare e linea retta, uno stile omogeneo che prevede mobili più larghi dei precedenti; le gambe dritte, spesso scanalate, si assottigliano verso il fondo. Il dado con rosetta fa da raccordo fra la gamba ed il mobile.
Luigi XV, stile Stile sviluppatosi in Francia nel periodo fra il 1740 e il 1760, in concomitanza dell'affermarsi del gusto Rococò e corrispondente solo in parte agli anni di regno di Luigi XV (1723-1774). Nel periodo detto "Reggenza", quando alla morte del Re Sole, data la giovanissima età di Luigi XV, le sorti di Francia erano tenute da Filippo d’Orléans, già si avvertivano, in certi tavoli a scrittoio a quattro gambe curvilinee e nelle consoles particolarmente mosse, leitmotiv del prossimo stile. Quando Luigi XV prese la guida del Regno, lo stile di vita a corte subì delle trasformazioni; nella residenza di Versailles dalle grandi stanze furono ricavati piccoli appartamenti, creando ambienti intimi e confortevoli. Si viveva all’insegna del comfort, più attenti al divertimento che al formalismo. Nascono mobili piccoli e graziosi, lo scrittoio a schiena d’asino, a cilindro, a ribalta, i mobili assumono una grazia che può essere denominata "femminile" a differenza della possanza e seriosità "maschili" degli stili precedenti. Curve e "controcurve" disegnano ovunque la linea ad "S". I decori riprendono soggetti della natura, riproposti nei legni scolpiti, negli intarsi e nei bronzi. L’intarsio floreale s’inerpica lungo i fianchi del mobile e, i simboli musicali, svolazzanti, racchiusi in un cartiglio e fermati con un nodo a farfalla, sono posti a decorazione del piano di un tavolino senza dar conto alle regole della simmetria.
Madia Mobile di origine italiana già conosciuto nel XV secolo. Collocato normalmente in cucina era impiegato per l'impasto e la conservazione del pane. Costituito da una cassa rettangolare che poggia su quattro sostegni oppure su una struttura a sportelli o cassetti, è spesso provvisto di una tavola o di un coperchio incernierato che funge da piano per la lavorazione del pane.
Madreperla Materiale iridescente e lucido, ricavato dall’interno del guscio dell’ostrica da perla, ma anche da molluschi simili. Molto utilizzato per incrostazioni e marqueterie sin dal XV secolo.
Maestro o Maitre Artigiano affiliato ad una Corporazione di Arti e Mestieri. Il maestro ebanista poteva firmare i mobili che realizzava. Per ottenere questo riconoscimento bisognava sostenere un esame in cui si presentava un " capo d’opera".
Maggiolini, Giuseppe (Parabiago, 1738 -1814) Figlio di un artigiano, a maggior età si mise in proprio dopo un lungo apprendistato. A soli 28 anni divenne uno dei più famosi artefici dell'epoca, mobiliere dell'alta aristocrazia e della corte, fu oggetto della satira del poemetto Il Giorno, del Parini. La bellezza dei suoi mobili e degli intarsi è derivata soprattutto dalla gran quantità dei legni adoperati, pare oltre 80 tipi di essenze, con qualità diverse di fibra, venature, e colore. Maggiolini usò la tecnica della tintura solo per l'azzurro ed il rosa, e ottenne molte particolari ombreggiature con l'immersione dei minuti pezzi di legno destinati all'intarsio nella sabbia arroventata. La produzione migliore è quella compresa tra il 1780-96, anno in cui fini il dominio austriaco ed arrivarono i francesi con le mobilie di mogano lucidissimo con decorazioni in bronzo dorato al mercurio. Alla sua morte nel 1814 il suo laboratorio che contava trenta operai, passò al figlio Carlo Francesco fino al 1834 e a Cherubino Mezzanzanica fino al 1866.
Maniglia Strumento aggiunto al mobile per facilitare il trasporto e l’apertura. In epoca antica, e poi rinascimentale e barocca, la maniglia è tendenzialmente ad anello pendente, fissata al mobile, a volte con una placca di base decorata. Nel Rinascimento l’anello prese anche forme particolari come quella del delfino, ed è allora che nasce l’anello pendente dalla bocca di leone. Con Luigi XIV e XV le maniglie sono di bronzo dorato e cesellato, sporgenti e variamente e riccamente sagomate. Con Luigi XVI ritorna il modello ad anello pendente ma interpretato in modo innovativo con nastri e fiocchi, festoni o corone d’alloro, sempre in bronzo cesellato.
Mantovana Elemento di norma in legno intagliato a mo’ di festone, posto sopra le finestre per mascherare il meccanismo di scorrimento delle tende.
Marezzatura Procedimento decorativo detto anche moirè, con il quale la superficie del legno è dipinta a imitazione delle essenze di maggior pregio. In voga dal XVI secolo, ha conosciuto un momento di particolare fortuna nell'Ottocento.
Mascherone Elemento ornamentale di origine molto antica, in genere rappresenta una protome umana o animale, spesso deformata o stilizzata. In metallo o legno trovò applicazione sui mobili italiani del Rinascimento.
Massello È la parte più interna, dura e compatta del tronco di un albero, chiamata anche cuore o durame. In ebanisteria è definita lavorazione a massello quella realizzata sul blocco di legno e non sull'asse ricavata dal taglio del tronco.
Mensola Mobile da parete costituito da un piano e da un elemento di sostegno che si interrompe prima di giungere a terra. Si diffuse particolarmente nel Seicento e nel Settecento, quando venne intagliato in forme anche molto ricercate e adibito all'esposizione di oggetti. Dalla mensola deriva la consolle.
Méridienne Tipo di divano in voga in epoca napoleonica e in gran parte dell’800, dalla caratteristica forma a due spalliere di altezza diversa, spesso ricurve verso l’esterno, unite da schienale mosso. E’ destinata a brevi riposi, come suggerisce il nome.
Mobile da centro Tipo di mobile che viene di norma collocato al centro di un ambiente in modo che sia apprezzabile da tutti i punti di vista. Si oppone ai cosidetti mobili d'appoggio - armadi, credenze, cassettoni - che presentano invece il lato destinato a collocarsi a ridosso della parete non lavorato.
Mobili di servizio Nello stile Biedermeier, ogni abitante della casa doveva trovare spazio per svolgere le proprie attività. Nascono numerosi tipi di tavolini pensati per usi specifici: quello da cucito (travailleuse), provvisti di molti scomparti, possono avere inserita, nella parte inferiore, una sorta di borsa di tessuto, adatta a contenere i lavori non ancora ultimati. Tra gli scrittoi ed i tavolini da scrittura ci sono quelli che hanno le ali ribaltabili e chiudibili quando non sono in uso. Caratteristica comune sono le ruote comode negli spostamenti secondo le esigenze. Colonne portalavabo, piccole toilettes maschili, portagiornali, sono mobili di servizio che ritroviamo in tutti gli stili del XIX secolo.
Modanatura Elemento variamente sagomato utilizzato in architettura per distinguere le diverse strutture dell'edificio, mettendone in risalto i valori plastici e chiaroscurali. In ebanisteria può essere intagliato direttamente sulla struttura lignea oppure lavorato a parte e poi applicato: tra i motivi di maggiore diffusione vanno ricordati il listello, il dentello, il fregio, il cordone, la gola, il becco di civetta. a becco di civetta il nome è dato dalla somiglianza con il rostro della civetta, costituita da una curva concava e una convessa unite a spigolo vivo. Fu largamente impiegata fin dall'antichità per articolare fregi, sostegni e capitelli e, in epoca moderna, per definire il profilo di alcuni mobili per lo più di ispirazione classica.
Mogano Con questo nome sono indicate diverse specie di alberi della famiglia delle Meliacee, provenienti da zone geografiche diverse. Gli inglesi cominciarono ad importare il mogano dalla Giamaica a partire dal 1670 e dal 1725 esso soppiantò il noce e, a partire dalla metà del sec. XVIII, anche in seguito alla revoca del dazio imposto nel 1833, divenne il legno predominante nell’ebanisteria inglese, usato sia in massello che per impiallacciature e lastronature. Se ne impiegavano due varietà: lo Swietenia Mahogani, proveniente dalle Indie Occidentali, soprattutto Santo Domingo, Giamaica e Cuba, e lo Swietenia Macrophylla, del Centro America, in particolare honduregno, che essendo più morbido, era spesso impiegato per intelaiature in cui alloggiare pannelli e impiallacciature in mogano di Cuba. In Francia, il mogano cominciò ad essere utilizzato in maniera diffusa sotto il Regno di Luigi XV, per divenire il legno predominante negli Stili Luigi XVI, Direttorio e Impero. Nonostante nel 1810, a causa della guerra in corso con l’Inghilterra, Napoleone ne ponesse il divieto d’importazione, esso continuava ad essere il legno prediletto dagli ebanisti. Con l’affermarsi dello Stile Impero, l’impiego di questo legno si diffonde in tutta Europa. Con l’insediamento dei francesi a Milano, anche in Italia si diffuse il gusto per i mobili in mogano massiccio. Intorno al 1830, l’ebanista inglese Enrico Peters produsse a Genova mobili col fusto in mogano e lastronatura in piuma di mogano, marchiati "Peters Makers Genoa", mentre a Napoli ed in Sicilia si diffonde il nuovo gusto per l’uso del mogano arricchito dal bronzo, sulla scia di ebanisti inglese e francesi, che vennero in Italia al seguito di Bonaparte.Il mogano preferito dai mobilieri inglesi era quello di Cuba, più ricco di tonalità cromatiche e di più facile lavorazione rispetto a quello di Santo Domingo.
Mongolfiera Dal 1783, quando i fratelli Montgolfier inventano la Mongolfiera, la sua sagoma entra a far parte delle decorazioni più amate. Diffusa negli schienali intagliati a giorno di sedie e poltrone.
Montante Elemento di forte tenuta, di solito verticale, presente nella struttura di un mobile in qualità di sostegno di elementi orizzontali.
Mosaico Decorazione realizzata accostando tessere di diverso colore. Il micromosaico, mosaico "in miniatura", tipico del mobile romano, è un piccolo capolavoro di perfezione tecnica che trionfa in epoca neoclassica e Impero.
Napoleone III, stile 1852 –1870, un periodo felice e piacevole della vita parigina, città riconosciuta in tutto il mondo come promotrice di mode. Lo Stile Napoleone III riprende forme e decorazioni da tutti gli stili che lo hanno preceduto, mescolandoli a volte con fantasia. Il nuovo stile tende a mostrare sfarzo e ricchezza: i mobili sono imponenti e le decorazioni sontuose e abbondanti. A diffondere lo stile contribuiscono le Esposizioni Internazionali di Parigi del 1855 e del 1867 nonché lo sviluppo industriale.
Neoclassicismo Tendenza che recupera reinterpretandoli i modelli dell’arte egizia, greca e romana. Si esprime in due periodi: ultimi decenni francesi del XVIII secolo, con Luigi XVI in Francia, Robert Adam in Inghilterra e Piranesi in Italia, e primi decenni del XIX secolo, epoca dell’Impero napoleonico.
Neogotico E’ la rivisitazione dello stile Gotico che avviene un po’ ovunque nel XIX secolo. In Inghilterra, però, pur essendo intervallato nel tempo, lo stile Gotico è sempre presente: prima di Thomas Chippendale, nel XVIII secolo con Chippendale, nel Regency.
Noce Essenza nobile, compatta e resistente, quasi priva di nodi, con grana fine e fitta. Il noce si intaglia alla perfezione, caratteristica che ne farà l’essenza preferita dagli intagliatori del Rinascimento. Fu usato, nelle varietà più o meno scure sia come essenza da costruzione sia come essenza per impiallacciature.
Nodo Difetto naturale del legno, provocato dall’inglobamento all'interno del tronco di un ramo vivo o secco.
Nodo d’amore Motivo ornamentale costituito da un intreccio di nastro semplice o doppio, a forma di nodo. Molto diffuso nello stile Luigi XVI su oggetti e mobili.
Occhio d'uccello Particolare tipologia di impiallacciatura eseguita con essenze lignee quali l'acero, naturalmente punteggiati da macule, in effetti simili agli occhi dei volatili.
Olandese, stile Nell’Olanda del XVII secolo i mobili hanno linee semplici, e proprio questa semplicità fa sì che si pone attenzione sugli ornamenti. Dapprima vengono realizzati intagli geometrici e architettonici, in seguito ricchi intarsi floreali, bellissimi e di ottima qualità, raffigurano vasi, mazzi e cesti di fiori disegnati e "dipinti" in modo naturalistico insieme a farfalle, altri insetti e uccelli. La tecnica di questi intarsi a marqueterie, presa originariamente dalla Francia, fu elaborata in modo talmente perfetto e originale che gli stessi francesi iniziarono a definirla come "stile dei Paesi Bassi". Tra gli arredi, grande successo ottenne il cabinet, mobile di lusso e di rappresentanza che in parte serve come scrigno per gioielli, carte e oggetti di valore, in parte raccoglie conchiglie, coralli e curiosità varie da collezione. Larga diffusione gli armadi a due corpi di grandi dimensioni completamente ricoperti da intarsi floreali, con la parte inferiore bombata o "a cuscino", e quella superiore dai profili di libera derivazione architettonica.
Orecchie o Orecchioni Alette poste sulla parte alta degli schienali di poltrone e divani, nate per riparare dall'aria le persone sedute.
Ormolu e or- moulu "Bronze doré d’or moulu", è una tecnica diffusa in Francia dal XVI secolo, di doratura dei metalli eseguita utilizzando una miscela d’oro macinato e mercurio, elementi che venivano scaldati insieme per essere amalgamati. Una volta fuso, questo composto si stendeva sui metalli, quindi era di nuovo riscaldato affinché il mercurio evaporasse. Il procedimento veniva ripetuto fino a quando la superficie da dorare non era uniformemente coperta.
Oro Zecchino Si trova in commercio in speciali libretti che separano i singoli fogli. Solitamente il formato è 8x8 con uno spessore di 0,00001 mm. Non può essere toccato con le dita e, durante l'uso, occorre fare attenzione anche ad eventuali spifferi d'aria ( anche alla respirazione), perchè, essendo leggerissimo potrebbe arricciarsi e volare via. Va conservato in luogo asciutto, e prima dell'uso è consigliabile tenere il libretto vicino ad una blanda fonte di calore.
Osso di montone Forma particolare di braccioli, gambe e traverse, utilizzata sia nel XVII secolo italiano che nello stile Luigi XIV.
Ottomana Divano, diffuso in Francia sotto Luigi XV, di derivazione islamica: presenta uno schienale con cuscini amovibili e un materasso come sedile.
Ottone Lega composta da rame (dal 70 al 90%) e zinco.
Palissandro Con il nome di Palissandro vengono indicate diverse specie pregiate dei generi botanici Dalbergia e Pterocarpus della stessa famiglia delle Leguminose Papilionacee e del genere Jaracanda della famiglia delle Bignoniacee, di diversa provenienza ossia dall’Africa, dall’America e dall’Asia. Il palissandro fu uno dei legni maggiormente importati in Europa. I palissandri americani, provenienti dalla zona centromeridionale, compaiono già alla fine del XVI secolo nell’intarsio dei mobili francesi e, assieme all’ebano, sono tra le specie esotiche impiegate per il placcaggio di mobili costruiti in noce ad Anversa, nel primo Settecento. Il gusto per il palissandro è presente nella mobilia di qualità nel corso del XIX secolo, soprattutto nello stile Regency.
Palmetta Motivo ornamentale a forma di ventaglio, d’origine antica, ritornato in auge nel periodo Neoclassico fino allo stile Carlo X.
Pannello Sottile lastra di legno racchiusa in un telaio. L’uso dei pannelli intelaiati al posto delle lastre di legno massiccio, si fa strada nel XV secolo. I vantaggi ottenuti: maggior leggerezza del mobile, indeformabilità e la quasi eliminazione di fenditure e spaccature.
Papier maché In italiano "cartapesta", impasto ottenuto con pezzi di carta e cartone macerati in acqua e amalgamati con colla, gesso e argilla. Modellando l’impasto a piacere, si ottengono mobili che con la cottura diventano solidi senza perdere leggerezza. Una volta dipinti e laccati, diventati brillanti e impermeabili, ricordano i mobili in lacca orientale.
Paracamino e parafuoco Introdotto nel XVIII secolo in Francia e successivamente in Italia, furono ideati per proteggere dal calore chi si accomodava davanti al caminetto (parafuoco), o per nascondere la bocca del camino nei lunghi periodi in cui era spento ( paracamino). Il primo, doveva essere di materiale il più possibile non infiammabile, il più diffuso era in metallo, a fogli che si aprivano a ventaglio, e poteva essere complesso, con parti regolabili per orientare e dosare il calore. Il secondo, poteva essere in legno, in vimini intrecciato oppure in stoffa. Spesso era abbinato ai sedili che si trovavano nella stessa stanza, di cui generalmente richiamava i decori, ricami, tessuti e dipinti.
Paravento Elemento a più ante incernierate fra loro, utilizzato per difendere dalle correnti d’aria o per isolare una parte di stanza. Di origine orientale, è presente in Europa dal XVII secolo. I paraventi laccati che nel XVIII secolo provenivano da Cina e Giappone erano in gran parte smontati per riutilizzarne le lacche su mobili importanti e preziosi. Tornò di gran moda nel periodo Liberty.
Parodi, Filippo (1630- 1702) Scultore genovese del Barocco, autore di opere a soggetto religioso e di alcuni importanti arredi per case nobili. I suoi pezzi, tra il mobile e la scultura, sono influenzati da Gian Lorenzo Bernini. Lo stile del Parodi, ricco di luminosità e pathos, di eleganza e morbidezza, preannuncia la produzione settecentesca.
Pastiglia Impasto di farina, gesso o polvere di marmo e albume d’uovo. La decorazione a pastiglia è una tecnica caratteristica della tradizione italiana rinascimentale che rimane in uso per gran parte del XVII secolo. Sulla superficie del mobile da decorare era applicato un sottile tessuto sul quale venivano poi passate diverse mani di pastiglia, per rendere più compatto l'impasto, e colla formare una pasta da lasciare indurire. Di solito i motivi decorativi erano in bassorilievo, realizzati attraverso successive pennellate, infine veniva applicata la doratura.
Patina La patina è quella tonalità di colore che assume un manufatto col tempo e con l'usura. Trascorrere del tempo, accumulo di oli e cere, ossidazioni, umidità, fumo, agenti atmosferici in genere sono le cause che più incidono. Il colore varia anche secondo la maggiore o minore esposizione alla luce. La patina va mantenuta il più possibile intatta come testimonianza della autenticità dell’opera, costituendone parte integrante del suo valore.
Pendaglio Qualsiasi elemento decorativo pendente, a prescindere dal materiale con cui è realizzato e dalla specifica conformazione conferitagli, a goccia, a pera, a ghianda. In ebanisteria, assume talvolta una funzione che va oltre il mero ornamento: in alcuni mobili barocchi, ad esempio, è stato inserito in corrispondenza delle maniglie di ante o cassetti.
Pero Legno chiaro, rosato e compatto. Apprezzato per la realizzazione di mobili di pregio, quanto per quelli rustici. Inoltre, poiché può essere facilmente tinto, il legno di pero si trova spesso ebanizzato, scurito e annerito per sembrare ebano: più economico del pregiato ebano. Durante il Secondo Impero fu usato per la realizzazione di mobili laccati o dipinti.
Pettineuse Piccolo mobile di origine francese, assai in voga nello stile Impero, di uso tipicamente femminile. È costituito da un piano rettangolare, di norma di marmo bianco, sormontato da uno specchio ovale, circolare o rettangolare fissato a due montanti dotati di viti a perno. I sostegni hanno linee eleganti, a forma di lira o di X.
Piallaccio Sottile foglio di legno pregiato applicato sopra legni meno pregiati.
Piano a vassoio Piano di tavolo con bordi rialzati e sagomati. In voga nel XVIII secolo soprattutto a Genova, anche negli stili Impero e Carlo X.
Piattaia Elemento superiore delle credenze, con mensole a giorno oppure con antine a vetri, appare dal XV secolo per esposizione di piatti e porcellane.
Piede Elemento di appoggio dei mobili, può innestarsi direttamente a essi oppure sostenere una gamba variamente sagomata. Le tipologie sono varie: ad artiglio e palla o "Claw and ball" Forma del piede della gamba cabriolè sagomata a mo di artiglio che afferra una sfera. Di origine cinese, dal XVII secolo è il piedino simbolo del mobile inglese. La tipologia che sostituisce il piede a zoccolo e a mazza caratteristico del periodo Queen Anne, si diffonde a partire dagli anni 1720 nel primo periodo georgiano fino ai primi due terzi del secolo, insieme all'altro motivo a zampa di leone. a cabriole termine francese che indica una gamba a "capriolo", perché è la stilizzazione del garretto anteriore del capriolo, usato a motivo ornamentale. E’ una linea formata da due curve: la superiore convessa, l’inferiore concava; diffusa nel XVIII secolo per sedie e tavoli.a cipolla Sostegno di forma cilindrica, leggermente compresso ai poli, utilizzato a partire dalla fine del XVI secolo per mobili di notevoli dimensioni come armadi, credenze e cassettoni.a mensola Appare nel XVI, ma si diffonde nel XVII secolo, è formato da due tavole di legno unite ad angolo e poi sagomate. Può essere lavorato nella parte frontale. plinto con blocco terminale a sezione quadrata. Diffusi negli arredi del XVII secolo, nei mobili "cinesi" di Chippendale, e in quelli di stile Impero. a ricciolo Appare nel XV secolo, ma con lo stile Luigi XV si arricchisce di intagli, ceselli e rivestimenti di ottone. a sabot o scarpette dorate rivestimento in bronzo dorato cesellato che avvolge la parte terminale dei piedi dei mobili Luigi XV, svolgendo sia una funzione decorativa sia una funzione protettiva della impiallacciatura in una parte facilmente soggetta ad urti. a tronco piramidale semplice e lineare, è il piedino degli stili neoclassici, da Luigi XVI in poi. Possono essere lisci, rastremati oppure incisi a spirale, spesso con raccordo a rosetta. Quelli del Maggiolini sono intarsiati. a tronco conico Deriva dallo stile assiro -babilonese, riappare con Luigi XVI. Può considerarsi una variante del tronco –piramidale e spesso presenta rivestimenti in metallo. a trottola E’ una variante del piede a cipolla. Si diffonde nel XVIII secolo e poi con Luigi XVI. Sarà ripreso nel XIX secolo. zampa d’animale tipicamente rinascimentale, è un piede importante e possente quasi sempre ispirato alla zampa di leone. Ritorna negli stili neoclassici, in particolare nell’Impero e poi nello stile neorinascimentale della seconda metà del XIX secolo. a zoccolo caprino prende a modello lo zoccolo di capre, daini, cervi. Di origine greca ed egizia, riappare in Italia nel Rinascimento e nel Barocco, poi in Francia negli stili Luigi XIV e Luigi XV dove diventa prezioso e raffinato. Riappare nell’Impero e in tutto il XIX secolo.
Pietra d'agata Conosciuto anche come brunitoio, è lo strumento che serve a far ben aderire e rendere lucida la foglia d’oro una volta asciutto il bolo sottostante.
Pioppo Legno tenero, di colore chiaro, tendente al roseo. Molto adoperato per la parte interna di mobili pregiati nel Centro Nord dell’Italia e per le parti tornite o per i mobili rustici in massello.
Pirografo Strumento utilizzato per la decorazione a fuoco su diverse sostanze.
Piuma Indica una porzione di legno massello o piallaccio, caratterizzato dall'elegantissimo disegno naturale somigliante ad una piuma; è ottenuto tagliando in senso longitudinale parte dell'albero nel punto in cui il tronco si biforca a formare due rami. La piuma può essere ottenuta da vari alberi come per esempio il Noce o l'Acero, ma la più diffusa è quella ricavata dal mogano.
Pollice, cerniera a Designazione di un tipo di cerniera formata da due elementi piatti che si aprono a forbice. Fu utilizzata in ebanisteria a partire dal tardo XVIII secolo, soprattutto nel Veneto. La sua funzione è di cerniera, una volta montata risulta quasi invisibile a meno di una piccola sporgenza sul filo delle parti mobili.
Poltrona Comodo sedile imbottito, con schienale e braccioli. Nel XVII secolo sostituisce i rigidi seggioloni. Bergère Poltrona ideata in Francia verso il 1730 ha raggiunto il suo massimo successo nello stile Luigi XV. È costituita da uno schienale che si unisce ai braccioli pieni con un profilo continuo, formando un unico blocco; è solitamente corredata da un cuscino mobile.- Bergère à la duchesse Ha il sedile più ampio e braccioli più piccoli e arretrati. Dondolo Poltrona con lunghe basi arcuate oscillanti, che si diffonde in America dalla metà del XIX secolo. Una variante inglese aveva basi fisse, mentre, per mezzo di un particolare meccanismo, era la poltrona ad oscillare.a gondola Poltrona con schienale avvolgente che si prolunga sui fianchi in due braccioli appena accennati. Le gambe posteriori sono arcuate e continuano nello schienale. Presente nei periodi Impero,
Restaurazione, Carlo X e Luigi Filippo.à la Reine Poltrona da parata ampia, con alto schienale e braccioli a giorno in uso durante l periodo Luigi XV. a orecchie Poltrona con alette laterali montate nella parte superiore dello schienale per difendere il viso dalle correnti d’aria, ma soprattutto dal calore del fuoco del camino. In forma più rozza si intravede già nel XVII secolo. Nel XVIII e nel XIX secolo anche la bergère può avere le orecchie. Marquise Poltrona di grandi dimensioni, con cuscino e schienale imbottiti, diffusa in Francia in epoca Luigi XV e XVI. È di norma bassa e profonda, con i braccioli piuttosto corti, collocati in posizione arretrata per consentire alle dame e ai loro abiti ingombranti di accomodarsi agevolmente. In Inghilterra tale modello prende il nome di courting chair. Col medesimo termine è inoltre designato un divanetto a due posti di forme analoghe alla poltrona. a medaglione Poltrona con schienale di forma ovale del periodo di Luigi XVI. a ossa di montone Poltrona del periodo di Luigi XIV, versione ammorbidita del seggiolone rinascimentale con braccioli, montanti e traverse che ricordano la forma delle ossa di montone. a pozzetto Tipo di sedile italiano diffusosi nel XV secolo e ripreso nel XVIII secondo schemi innovativi che conservano la spalliera avvolgente che continua senza soluzione di continuità lungo i braccioli. Può essere incannucciato o imbottito e, in quest'ultimo caso, avere un rivestimento di pelle o in stoffa e un cuscino mobile. alla Voltaire Profonda e imponente poltrona in voga a partire da terzo decennio del XIX, con schienale alto e imbottito, molto inclinato e dall’andamento sinuoso. I braccioli anch’essi imbottiti poggiano su supporti a voluta oppure a forma di collo di cigno.
Portantina Piccolo veicolo di lusso destinato al trasporto di una o due persone, basato su di un sistema di trasporto a mano come la barella e la lettiga. Usata già durante l'antichità, tornò di moda tra il Seicento e il Settecento. Presso i romani era diffusa la letica, di dimensioni grandi e provvista di baldacchino e tendine, e la sella gestatoria, di dimensioni contenuta e sostenuta da due soli schiavi. Il vero trionfo della portantina intesa come oggetto di lusso, si manifestò durante il periodo barocco e il rococò. Come veicolo di trasporto fu destinato ai sovrani e agli esponenti dell'aristocrazia, arricchendosi dei più sontuosi accessori decorativi e seguendo in parte, nelle linee generali dell'ossatura, l'evoluzione dei profili delle coeve carrozze. Fino a non molti anni fa la portantina denominata sedia gestatoria fu impiegata dai pontefici in alcune occasioni solenni.
Pouf Emblema dello stile Eclettico, è uno sgabello completamente rivestito di stoffa spesso a capitonné ossia imbottito e pizzicato da tanti bottoncini. Di grande successo nelle case ottocentesche, ha gambe e traverse spesso realizzate in legno dorato.
Provenzale, stile Mobili d’origine rurale, costruiti in legno con preferenza per il noce locale, il ciliegio e la quercia. Si ispirano, nelle forme, a un Luigi XV estremamente semplificato e ai mobili piemontesi e liguri del XVIII secolo. Sono decorati con intagli a fiori, foglie e frutti. In particolare per i mobili da cucina che contengono il pane abbiamo spighe di frumento per le madie attrezzi da lavoro contadino, per le dispense foglie di lauro e pesci, per armadi da corredo rose, fiori e uccellini. I mobili sono identificati anche da cerniere particolarmente allungate ed evidenti e da piastre per serrature alte e intagliate.
Psiche Specchio orientabile di forma rettangolare oppure ovale, in auge nel periodo dell’Impero napoleonico, e negli stili successivi durante tutto il XIX secolo. E’ verticale ad altezza d’uomo e poggia su una base a quattro gambe detta "cavallo" che ne permette l’orientamento. I montanti laterali in legno, cui lo specchio è fissato sono variamente decorati secondo lo stile di appartenenza.
Punzonatura Tipica decorazione sui materiali nobili, basata sull’uso di uno strumento detto punzone. Si tratta di barra di ferro o bronzo, fatta a punta, a timbro o a rotella, su cui è scolpito il disegno da riprodurre e che, premuta su di una superficie metallica, lascia l’impronta.
Putto Bambino nudo e paffuto, spesso con ali di angelo, utilizzato come motivo ornamentale fin dall’antichità e particolarmente frequente nel Rinascimento e nel XVII secolo, in epoca barocca. Può essere intagliato, dipinto, intarsiato.
Radica La formazione legnosa a struttura irregolare, con fibre mosse e ondulate, che si trova in prossimità delle radici dell'albero. I legni ricavati da questa sezione del tronco presentano un aspetto variegato, con marezzature e chiaroscuri di apprezzato effetto decorativo. È utilizzata per lavori di impiallacciatura, placcatura e intarsio.
Rastrematura Progressiva riduzione della sezione trasversale del fusto di una colonna. Si dice diretta, quando procede dal basso verso l'alto, indiretta, quando, più raramente, procede dall'alto verso il basso. È stato usato, particolarmente, nei mobili Luigi XVI.
Regency Stile inglese tra il Secondo e il terzo decennio dell'Ottocento, quando era reggente il futuro Giorgio IV, allora principe di Galles. È connotato da un sostanziale eclettismo, risultato di un generico recupero dell'arte classica, egiziana, etrusca e orientale.
Restaurazione Lo stile Restaurazione è detto anche Carlo X comprende il periodo fra il 1815 ed il 1830. Questo stile si affermò nella Francia restaurata dopo la tempesta napoleonica col desiderio di riordinare le cose e con l'assurdo tentativo di riproporle come erano prima della rivoluzione francese. I mobili Restaurazione costituiscono l'ultima produzione artigianale prima della larga diffusione dei mobili in serie, destinati ad una vasta clientela. Il mobile Restaurazione risente del gusto Impero, ma ne attenua la monumentalità e l'eccesso decorativo; si prediligono i legni chiari quali frassino e acero.
Restauro L’insieme degli interventi miranti alla conservazione delle opere d'arte ed al recupero delle condizioni originarie. Le correnti teorie di restauro si preoccupano di consolidare, ripulire e proteggere l'oggetto, segnalandone qualunque recente intervento. Tra gli obiettivi: valorizzazione del bene, interazione del concetto di ripristino con quello di manutenzione, creare i presupposti per prevenire eventuali condizioni di degrado, pianificare un programma di manutenzione.
Ribalta In un mobile è l'anta ribaltabile - a esso collegata mediante perni o cerniere - che è posta a copertura di una serie di scomparti o piccoli cassetti e che, abbassata, può fungere da scrivania. Il termine è utilizzato con riferimento all'intero mobile.
Rosetta Elemento ornamentale di natura floreale, in ebanisteria si trova di frequente intarsiato sugli arredi rinascimentali italiani oppure, nei mobili francesi in stile Luigi XVI, intagliato sul dado di raccordo tra corpo e sostegni.
Rosone Motivo decorativo già impiegato in epoca classica, ripreso nel Rinascimento; è costituito da un disegno floreale riprodotto in modo stilizzato o naturalistico, ma sempre con una disposizione simmetrica rispetto a un centro.
Sandracca Resina naturale prodotta da una specie di conifere, di colore giallo, chiaro e bruno. E’impiegata in ebanisteria per ottenere una vernice trasparente da passare sui mobili a imitazione delle lacche orientali.
Savonarola Importante modello di sedia pieghevole a struttura incrociata, che ha il suo prototipo nella sedia curale romana e che si diffuse nell'arredamento italiano in epoca rinascimentale. Termina in basso con piedi a pattino e in alto con braccioli diritti, uniti posteriormente da una traversa che costituisce lo schienale.
Scanalatura o scannellatura Voce di origine architettonica, di uso comune anche in ebanisteria, utilizzata con riferimento a un tipo di modulazione delle superfici adottata in genere in corrispondenza degli elementi portanti (colonnine e lesene). È costituita da una serie di solchi rettilinei a sezione semicircolare disposti in senso verticale.
Schienale In un sedile, è così chiamata la parte che funge da poggiaschiena e che può assumere conformazioni assai variabili secondo gli stili. Il termine designa anche la parte posteriore di un contenitore o di un cassetto, ma in quest'ultimo caso è più appropriato il termine schienalino.
Scrigno I romani definivano col termine scrinium una piccola cassa ove conservavano documenti, rotoli e volumi, ma anche unguenti e cosmetici. È nel Medioevo che con scrigno si incomincia a designare un cofanetto o un piccolo forziere per preziosi. La sua evoluzione stilistica nelle varie epoche è legata a quella della cassa e del cassone, ma si differenzia da questi, oltre che per la mole, per la preziosità delle decorazioni, spesso madreperlacee, eburnee, o di gemme. Nel Medioevo e in età moderna la forma dello scrigno fu spesso adattata ai reliquiari.
Scrittoio Impiegato spesso come sinonimo di scrivania, il termine designa più propriamente un piccolo mobile analogo al leggio, sovente portatile, nato più per riporvi gli strumenti per scrivere vero e proprio. Per soddisfare anche quest'ultima esigenza è comunque di norma munito di un piano incernierato e ribaltabile, che può essere anche inserito, con leggera inclinazione, nella sua parte superiore.
Scrivania Mobile per scrivere, di varie forme e misure, diffuso a partire dal XV secolo, ma in gran voga a partire dal XVIII. Può essere concepita come mobile da centro o da parete: nel primo caso, ha una struttura a tavola, con o senza cassetti, ed un piano ricoperto da un pannello di cuoio; nel secondo, ha spesso una tipologia a cassettone, con o senza vano centrale per le gambe, e piano a ribalta. Di quest'ultimo tipo, interessanti sono le varianti ideate a sostituzione della ribalta per l'agibilità del piano di scrittura: particolari sono le scrivanie a cilindro o a tamburo, la cui parte superiore - con cassetti e piano per scrivere - appare celata da un mezzo cilindro scorrevole. In Italia, soprattutto nel Veneto, ebbero larga diffusione, in età barocca, le scrivanie a doppio corpo, inferiore a cassetti e superiore a libreria.
Secrètaire Mobile per scrivere a ribalta, con serratura. È costituito da una serie di cassetti e cassettini, talvolta anche scomparti a colombaia, per la custodia di documenti riservati. Diffuso dal XVII al XIX secolo, può assumere differenti conformazioni: oltre al secrètaire en armoire, il secretary book case, caratterizzato da un'alzata adibita a libreria con sportelli a vetri, e il secretary chest on chest, strutturato come due cassettoni sovrapposti di tre e quattro cassetti (il terzo cassetto dell'elemento inferiore è quello ribaltabile).
Servant Vocabolo francese impiegato in relazione a vari tipi di tavolini, diffusi dal XVIII secolo, accomunati dalla loro destinazione. Trovavano posto nei giardini, nei salotti e nelle sale da pranzo, solitamente agli angoli della tavola, e permettevano ai convitati di servirsi in modo autonomo senza ricorrere ai domestici. Varianti particolari del servant vanno considerati il servidor veneziano e il servomuto.
Servomuto Tavolinetto a più ripiani in voga nel Settecento. Caratteristico è il servidor veneziano che ha ripiani circolari infilati su di un'asta variamente sagomata. Con servomuto si intende anche il portabiti mobile.
Sheraton,stile Stile che ha caratterizzato la mobilia inglese dal 1790 al 1805 circa; deriva il suo nome da Thomas Sheraton (1751-1806), abile disegnatore di mobili, più che creare nuovi modelli, assimilò e ripropose in chiave nuova linee e motivi già conosciuti, spesso ripresi dal Luigi XVI.
Smusso Voce usata in ebanisteria per indicare il taglio, realizzato di norma con un'inclinazione di 45°, di uno spigolo o di un angolo di un mobile.
Stagionatura Operazione finalizzata a rendere stabile il legno attraverso un'opportuna essiccazione.
Stato di conservazione o di degrado Indica le rilevazioni grafiche e visive relative alla condizione del manufatto in un momento cronologico e in una determinata collocazione ambientale e climatica.
Stipo Mobile di piccole dimensioni, con il fronte a configurazione architettonica, destinato alla custodia di oggetti rari e preziosi. È costituito da una struttura a nicchie e cassetti, talvolta celati da un'anta ribaltabile o da sportelli. Ne esistono esemplari di grande pregio, con inserti in avorio, pietre dure e madreperla, risalenti in prevalenza all'epoca rinascimentale e barocca. Comparve in Italia nel XVI secolo e da qui si diffuse nelle altre regioni europee, soprattutto nelle Fiandre e in Francia, dove Andrè-Charles Boulle realizzò splendidi cabinets.
Studiolo Mobile fiorentino, diffuso specialmente dalla fine del Quattrocento al Settecento, strutturato a due corpi sovrapposti: l'inferiore a sportelli, il superiore a cassetti celati da un'anta che, ribaltata, poteva essere impiegata come scrittoio.
Taglio fresco In falegnameria, designa il taglio operato sul legno d'epoca per adattarlo a nuove misure in rapporto a diverse esigenze.
Tamburo In ebanisteria, è quella fascia che corre al di sotto del piano dei tavoli rotondi od ovali.
Tarlo lungo Espressione che nel gergo degli artigiani del legno definisce il solco scavato dal tarlo in un legno d'epoca, messo allo scoperto in seguito a una nuova lavorazione.
Testimoni In falegnameria, sono così designate quelle giunte sottili che segnano il punto in cui il legno è stato fatto lievitare per ottenere uno spessore necessario a creare una mossa molto accentuata. La lievitazione si ottiene aumentando lo spessore del legno incollando opportuni tasselli.
Timpano In architettura, indica il frontone degli edifici classici o rinascimentali, in ebanisteria è riproposto nelle medesime forme (timpano curvilineo, timpano spezzato…) a coronamento di un mobile.
Tornitura In ebanisteria, è la lavorazione e modellazione di diversi elementi di mobili (gambe, colonnine, traverse, etc.) eseguita col tornio. Diversi sono i tipi di tornitura, che vengono designati in base al nome dell'oggetto che riproducono: a vaso, a fuso, ad anfora, a spirale semplice o doppia. La tornitura, in uso già tra i Greci e i Romani, fu ripresa durante il Rinascimento soprattutto in Italia e in Inghilterra. Il periodo d'oro di questa tecnica si è avuto in Francia nel secolo XVII con lo stile Luigi XIII, quando si sperimentarono le più complesse e virtuosistiche combinazioni dei motivi a tromba, a vaso, a balaustra, etc. Nel XVIII secolo il ricorso alla tornitura divenne più rado, ritornando in seguito in auge sia con lo stile Impero sia con il Biedermeier.
Traversa Asse orizzontale, liscia, sagomata o scolpita, che congiunge le gambe delle sedie, di poltrone, divani, sgabelli, panche, tavoli o altri mobili.
Tripode Tavolo dal piano di solito ribaltabile o anche girevole sorretto da un fusto centrale che si dirama in tre piedi. Viene quindi a indicare un genere di tavolini, generalmente da centro, utilizzati per il gioco degli scacchi e del tric-trac, molto di moda nella Francia del Settecento.
Trumeau L'evoluzione di questo termine francese è singolare, infatti, in origine designava la porzione di parete compresa tra due vani o due finestre. Dal secolo XVIII indica una specchiera collocata nel medesimo spazio e solitamente posta sopra una consolle. Il termine composto bureau-trumeau indica invece, insieme all'italiano trumò, un mobile assai diffuso nei secoli XVII e XVIII. Esso era composto di un cassone e da un'alzata chiusa con due ante, riuniti da un piano ribaltabile. Di particolare eleganza erano i trumò veneziani laccati a cineserie e impiallacciati in noce.
Vermeil Termine francese designante l'argento dorato con un amalgama d'oro e di colore vermiglio. I primi manufatti risalgono al 1300. L'oggetto ricoperto con l'amalgama d'oro e mercurio era introdotto in un forno 'a muffola dove, per le alte temperature, il mercurio volatilizzava lasciando aderire solamente l'oro alla superficie.
Vittoriano, stile (1837 – 1901) Questa fase stilistica solitamente indicante il periodo di regno della regina Vittoria, in realtà riassume diverse fasi stilistiche. La produzione migliore appartiene alla fase denominata "Primo Vittoriano", mentre la fase intermedia rielabora moduli di stile neorinascimentale. Il "Tardo Vittoriano", connotato da forme solide e opulente, manifesta schemi che preludono al romanticismo.
Voluta In architettura e in ebanisteria indica una modanatura curvilinea, spiraliforme o a foggia di foglio di carta parzialmente arrotolato. Caratteristiche sono ad esempio le volute del capitello ionico, dei braccioli dei sedili in stile Luigi XIV, o dei sostegni a capriolo dei sedili Luigi XV. Volute a C e a S sono dette quelle a spirale aperta, frequenti nella mobilia barocca. Nell'ebanisteria barocca fiamminga era impiegata la cosiddetta voluta doppia, formata da due volute a C contrapposte e unite.
Xilofago Si dice di animale che si ciba di legno.
Xilologia È la disciplina che studia i manufatti lignei.